Visita a Gamba & Braida

Visita a Gamba & Braida

27 Marzo, 2026 0 Di Demido

Visita alla Fabbrica botti Gamba & alla Cantina Braida (07/03/2026)

(di Dimitri Domenichella)

All’interno del percorso di formazione e di incontri di AIS Pavia con tutte le realtà connesse al mondo del vino, certamente i produttori in primis, ma anche tutte quelle collegate, e fondamentali, come i mastri bottai, in una splendida giornata ancora invernale, ma già quasi primaverile, la delegazione pavese ha portato un nutrito gruppo di amanti del vino, appassionati, sommelier e addetti ai lavori a far visita in Piemonte a due di questi attori, intimamente legati: la Fabbrica botti Gamba e la Braida di Giacomo Bologna.

La Fabbrica botti Gamba di Castell’Alfero, in provincia di Asti, rappresenta a pieno la tradizione dei mastri bottai da ben sette generazioni nelle terre del Monferrato. Nata come attività di lavorazione del legno alla fine del Settecento e portata avanti ininterrotamente fino ad oggi, fra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, quando la barrique è entrata nell’uso comune per l’affinamento, Gamba ne è stato il primo produttore sul suolo italiano, facendo un salto ulteriore verso la qualità. Tale innovazione diede grande impulso alla modernizzazione e all’ampliamento della struttura aziendale, completato poi con le più moderne macchine industriali, ma sempre nell’ottica di un uso consapevole nel rispetto della tradizione. Oggi Gamba è condotta e gestita da Eugenio e dal figlio Mauro con le rispettive famiglie, che perseguono attraverso il rispetto delle materie prime e il lavoro una sempre maggiore qualità dei prodotti, da sempre apprezzati in tutto il Mondo.

I volumi produttivi di Gamba ammontano a circa 300 botti grandi e 10.000 barriques all’anno, potendo vantare più di 1.000 clienti attivi tra Italia ed estero. La materia prima è il legno di rovere francese, di Quercus Peduncolata e Quercus Sessilis, che provengono principalmente dalle regioni Centre, Bourgogne, Auvergne e Vosges, in particolare dalle aree di Tronçais, Gros Bois e Dreuille nel dipartimento dell’Allier, un’area dove cresce principalmente la Quercus Sessilis, dai tannini dolci e vanigliati. Poi dalle foreste di Saint Palais, Allogny e Vierzon, nello Cher, proviene un rovere leggermente più tannico rispetto a quello dell’Allier e dalla fibra compatta, mentre dal Limousin arriva la Quercus Peduncolata, dal tannino ancora più marcato. La scelta del rovere francese deriva dal grande pregio del legname e dalla tipologia di lavorazione, prevalentemente lo spacco, il tutto inserito in una gestione degli abbattimenti nelle foreste che è strettamente regolamentata, impedendo l’abbattimento di esemplari troppo giovani o comunque mai in quantità superiori a quelle ritenute opportune.

Le tipologie prodotte, una volta scelto il legno e portata a termine la stagionatura, sono botti, barrique, tonneaux e tini, tutti costruiti da legname “a spacco”, al fine di mantenerne intatte le fibre e i raggi midollari, evitando problematiche come la permeabilità del contenitore, con conseguenti possibili fuoriuscite di vino, e come la maggiore penetrazione di ossigeno, con una conseguente eccessiva ed indesiderata ossidazione. La tipologia delle doghe ottenute attraverso questo metodo interessa generalmente le barriques e i formati più piccoli, mentre e per le botti grandi il processo produttivo delle doghe è completamente diverso, in quanto non esiste il legname di spacco con una lunghezza adeguata per tali formati. Quindi le doghe vengono segate a macchina, sempre nella direzione delle fibre, utilizzando la tecnica del “quarto” e del “falso quarto”, in modo tale da ottenere solo legname segato per vena. Dopo lo spacco, le doghe stagionano naturalmente all’aperto nei piazzali aziendali per 3 anni per le barriques e fino a 5 anni per le botti grandi; durante questo periodo il legno è sottoposto a un fenomeno naturale di evaporazione, il cui risultato è il raggiungimento di una maggior compattezza e robustezza del legname.

L’azienda Gamba è storicamente e orgogliosamente fornitore della Cantina Braida, seconda tappa della visita del gruppo di AIS Pavia, accomunate dalla grande qualità che entrambe ricercano nei rispettivi prodotti, che sono ovviamente strettamente interconnessi.


Fabbrica Botti Gamba Srl – Via Statale, 108/B – 14033 – Castell’Alfero (AT)

Tel.: (+39)0141405930 – Fax: (+39)0141405922

Sito internet: www.bottigamba.com

Email: bottigamba@bottigamba.com


La Cantina Braida di Giacomo Bologna si trova poco distante dall’Azienda Gamba, a Rocchetta Tanaro, un piccolo centro del Monferrato astigiano. Il nome “Braida” deriva dal soprannome che aveva il padre di Giacomo, Giuseppe Bologna, di professione carrettiere, che lo aveva conquistato giocando a pallone elastico, per via della sua somiglianza con il campione di questo sport.

Dalla piccola trattoria a conduzione familiare, operativa fin dagli anni ’30 del Novecento a Rocchetta, Giacomo Bologna nel 1960 decide di lasciare la storica attività di famiglia e di dedicare tutti i suoi sforzi alla conduzione dei vigneti di proprietà e alla vinificazione del vitigno simbolo del territorio: la Barbera. Il 1961 fu la data della prima vendemmia della Barbera del Monferrato vivace “La Monella” che Giacomo decise di imbottigliare e nel 1969 presentò per la prima volta il suo vino al Concorso nazionale dei vini Douja d’Or di Asti, vincendo la medaglia d’oro e ottenendo subito un grande successo.

Un momento decisivo per lo sviluppo di Braida fu sicuramente il periodo degli anni ’80, quando si affermò l’uso del legno nella produzione enologica a livello internazionale, e anche Giacomo introdusse la pratica dell’affinamento della Barbera in barriques francesi, inedita all’epoca, elevando il vitigno a livelli di eccellenza internazionale. Nel 1982, infatti, vide la luce per la prima volta il “Bricco dell’Uccellone”, seguito nel 1985 dal “Bricco della Bigotta” e, nel 1989, dall’”Ai Suma”, ottenuto da una vendemmia tardiva delle uve a fine ottobre. Nel 1988, dopo l’acquito della tenuta Serra dei Fiori a Trezzo Tinella, la gamma aziendale di amplia con il progetto legato alla vinificazione di varietà bianche, tra cui l’autoctona Nascetta, seguita a distanza di qualche anno da altre come il Moscato, lo Chardonay, il Riesling e infine il Timorasso.

Attualmente le proprietà di Braida si dislocano fra il Monferrato astigiano e le Langhe, ma il cuore produttivo rimane a Rocchetta Tanaro, con vigneti su terreni di medio impasto, di sabbia e argilla in egual misura, ad una altitudine media di circa 160 metri s.l.m., dove vengono prodotti i vini storici come il “Bricco dell’Uccellone”, l'”Ai Suma”, “La Monella”, il “Monte Bruna”, il “Curej” e il “Limonte”. Nella zona di Castelnuovo Calcea, su un terreno più sciolto di sabbie calcaree, ad una altitudine media di 230 metri s.l.m., sono prodotti il “Bricco della Bigotta” e il “Bracialé”; mentre da Castigliole d’Asti, su un terreno argilloso calcareo, ad una altitudine media di 240 metri s.l.m., provengono uve destinate sempre a “La Monella”. Passando invece dal Monferrato astigiano alle Langhe, in particolare a Mango d’Alba, ad una altitudine media di 500 metri s.l.m., su un terreno a prevalenza di sabbia calcarea, viene prodotta la “Vigna senza Nome” e a Trezzo Tinella, su terreni sciolti ricchi di sabbia mista a marna calcarea, ad una altitudine media di 450 metri s.l.m., i bianchi “Il Fiore”, “Re di Fiori”, “Asso di Fiori” e la “Regina”.

La produzione annua di Braida ammonta a circa 700.000 bottiglie, delle quali circa la metà è destinata all’esportazione nei mercati di riferimento di Stati Uniti, Svizzera, Germania, Svezia e Norvegia; da molti anni i vini dell’azienda ottengono costantemente riconoscimenti d’eccellenza dalle maggiori guide nazionali ed internazionali, fra le quali la guida di AIS Vitae. Nel 2024, in occasione della 63ª stagione di raccolta, ottiene il prestigioso “Marchio Storico di Interesse Nazionale”, certificazione introdotta per valorizzare e tutelare le imprese italiane che rappresentano un’eccellenza nel panorama produttivo da oltre mezzo secolo.

In questo prestigioso contesto, il gruppo di AIS Pavia ha potuto capire e apprezzare, direttamente dalle parole di Raffaella Bologna, la filosofia di Braida, la storia della famiglia Bologna, le scelte e le svolte produttive, le prospettive future, nonché visitare, sempre sotto la brillante guida di Raffaella, la moderna cantina, dalla zona di elaborazione all’area di affinamento, concludendo il percorso con la degustazione dei vini maggiormente rappresentativi all’interno di uno splendido menù proposto dal Ristorante Il Casciale Nuovo dello chef Walter Ferretto di Isola d’Asti, storico collaboratore di Braida.


Braida di Bologna Giacomo Srl – Strada Provinciale SP27, n. 9 – Loc. Ciappellette14030 – Rocchetta Tanaro (AT)

Tel.: (+39)0141644113

Sito internet: www.braida.it

Email: info@braida.it


Di seguito sono riportati, in ordine di servizio, i 6 vini in degustazione in abbinamento ad un menù dedicato proposto dal Ristorante Il Cascinale Nuovo, preceduti dai 2 vini proposti come benvenuto e seguiti dalla grappa di “Bricco dell’Uccellone”.

Tipologia: Barbera del Monferrato Frizzante “La Monella” 2024

Vitigno: Barbera 100%

Affinamento: 4 mesi in serbatoi di acciaio inox


Tipologia: Grignolino d’Asti Limonte 2024

Vitigno: Grignolino 100%

Affinamento: 4 mesi in serbatoi di acciaio inox



Tipologia: Barbera d’Asti Curej 2023

Vitigno: Barbera 100%

Affinamento: 3 mesi in botti grandi di rovere

Abbinamento: Il monferrato tra orti … con le verdure di stagione e cortili … con l’anatra confit


Tipologia: Barbera d’Asti Monte Bruna 2022

Vitigno: Barbera 100%

Affinamento: 12 mesi in botti grandi di rovere

Abbinamento: Il monferrato tra orti … con le verdure di stagione e cortili … con l’anatra confit


Tipologia: Monferrato Rosso Il Bracialé 2019

Vitigno: Barbera 50%, Merlot, Cabernet sauvignon, Cabernet franc e Pinot nero 50%

Affinamento: 12 mesi in botti di rovere

Abbinamento: Il monferrato tra orti … con le verdure di stagione e cortili … con l’anatra confit


Tipologia: Barbera d’Asti Bricco dell’Uccellone 2021

Vitigno: Barbera 100%

Affinamento: 12 mesi in barriques di rovere

Abbinamento: Agnolotti tradizionali “del plin”, burro di montagna e sugo d’arrosto


Tipologia: Barbera d’Asti Ai Suma 2021

Vitigno: Barbera 100% (da raccolta tardiva)

Affinamento: 15 mesi in carati di rovere

Abbinamento: Selezione di formaggi piemontesi: Robiola di Roccaverano, Bettelmatt, Castelmagno


Tipologia: Brachetto d’Acqui 2024

Vitigno: Brachetto 100%

Affinamento: in autoclavi di acciaio

Abbinamento: Mantecato al fior di latte, crumble e composta ai frutti di bosco



Tipologia: Grappa Invecchiata “Bricco dell’Uccellone” 8

Vinacce: Barbera 100%

Affinamento: 3 anni nelle barriques usate in precedenza per l’affinamento del vino